Storia di San Marino

La leggenda del Santo Marino

Santo MarinoSan Marino è il santo che secondo la tradizione fondò quella che sarebbe diventata la Repubblica di San Marino.

Marino era originario dell'isola di Arbe. Venne in Italia dalla Dalmazia nel 257 con San Leo per lavorare come scalpellino al restauro delle mura di Rimini, lavoro per il quale si recava sul Monte Titano per estrarre e lavorare la roccia. Per sfuggire alla Grande Persecuzione di Diocleziano contro i Cristiani (che, in realtà avvenne tra il 303 ed il 311) la tradizione vuole che Marino costituì una comunità di cristiani.

Successivamente San Leo si separò da Marino e si rifugiò sul Monte Feltro (o Monte Feliciano) dove edificò l'insediamento che poi prenderà il nome di San Leo. San Marino, invece, andò a Rimini dove professava la fede cristiana. Per fuggire da una donna giunta dalla Dalmazia che dichiarava essere sua moglie, abbandonò Rimini per rifugiarsi nella grotta della Baldasserona lungo il fiume Marecchia. Dopo aver passato un anno in questo rifugio, fu scoperto e Marino tornò sul Monte Titano costruendo una chiesa dedicata a San Pietro oltre alla sua cella.

La presenza di San Marino sul Titano,però, venne contestata da Verissimo, figlio della proprietaria del terreno occupato dal santo, donna Felicissima. Sempre secondo la tradizione, dopo le preghiere di Marino per difendersi dall'uomo, Verissimo rimase paralizzato. Donna Felicissima allora si convertì e chiese perdono a Marino, oltre a donare al santo il terreno occupato dalla comunità, conversione che permise la guarigione di Verissimo.

San Leo e San Marino ricevettero riconoscimenti per le proprie opere da Gaudenzio, vescovo di Rimini, che consacrò San Leo sacerdote e San Marino. Tornato sul Monte Titano, sempre secondo la tradizione, Marino morì nel 301 il 3 settembre, festa nazionale della repubblica. Prima di morire, Marino chiamò gli abitanti della comunità pronunciando la frase "Relinquo vos liberos ab utroque homine", che indicava l'indipendenza ottenuta e difesa sia dall'imperatore che dal papa.

Un'immagine del santo della Scuola del Guercino (XVII secolo) è raffigurata nelle monete da 20 centesimi di euro di San Marino.

La Repubblica di San Marino

La prima testimonianza dell'indipendenza della comunità risale all Placito Feretrano del 1300, quando il vescovo del Montefeltro riconosceva ad alcuni castelli, tra i quali San Marino, San Leo, Maiolo e Talamello, l'esenzione ai tributi feudali. Nel 1351 termina il vincolo feudale verso il vescovo di San Leo per diventare un libero comune e all'inizio del XV secolo, San Marino si unisce ad una lega ghibellina formata da Arezzo, Urbino, Forlì, Cagli e Osimo, ma nel 1503 venne occupata dalle forze di Cesare Borgia.

Palazzo del Governo e Basilica di Santo Marino

Nel 1700 il potere cade sotto il controllo dalle famiglie patrizie della repubblica e nel 1739 conobbe l’occupazione alberoniana. Durante il Risorgimento, la Repubblica di San Marino offrì rifugio a molti rivoluzionari e l’appoggio fornito a Garibaldi fruttò il riconoscimento della sovranità da parte del Regno dopo l’Unità d'Italia, tramite un trattato di amicizia.

Un radicale cambiamento nelle istituzioni si ebbe nel 1906, con l'assemblea dei capifamiglia, l’Arengo, che avviò un processo democratizzazione della repubblica. Nonostante la sua neutralità nella Seconda Guerra Mondiale, San Marino nel 1944 San Marino conobbe l'ultima occupazione da parte delle truppe tedesche in ritirata.

Il processo di modernizzazione dal dopoguerra si tradusse nella partecipazione di San Marino agli organismi internazionali, come l'ingresso nell’ONU del 1992.

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Ultimo aggiornamento 6 aprile 2008

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